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Brand Design Beauty: il progetto (You Are) Bella

Un progetto di brand design beauty che celebra l’auto-accettazione: strategia, identità visiva e materiali per un brand autentico e inclusivo.

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You Are Bella – Quando la bellezza smette di chiedere il permesso

Ci sono progetti che nascono da un brief.

E poi ci sono progetti che nascono da una conversazione.

You Are Bella per me è stato questo: una storia che prende forma prima ancora del logo.

Questo progetto è nato come lavoro d’esame per il mio corso di design e comunicazione. 

Ma fin dall’inizio ho deciso che non sarebbe stato “solo” un esercizio accademico. 

Volevo costruire un brand vero, con un’anima, con un perché.

Il primo brief: “La bellezza deve farti sentire a casa”

Nel primo brief leggo una frase che mi ha segnata fin da subito:

“Un prodotto di bellezza deve farti sentire bene prima ancora di farti apparire diverso.”

In quel momento ho capito che Bella non sarebbe stato un brand beauty come gli altri.

Così che ho capito che “Bella”

Non nasce per correggere.

Non nasce per coprire.

Non nasce per trasformare.

Nasce per rivelare.

Col tempo, quel piccolo spazio si trasforma in qualcosa di più grande: una community. Hairstylist, estetisti, consulenti di immagine. 

Tutti uniti da un’idea semplice ma potente: ridefinire i canoni estetici, togliere pressione, togliere stereotipi.

La bellezza non è performance.

È sentirsi bene oggi, nel proprio corpo.

E da lì è iniziato il mio lavoro.

L’analisi: cosa rende Bella diversa?

Prima di disegnare qualsiasi cosa, ho fatto quello che faccio sempre: mi sono fermata a riflettere, ad analizzare e dare inizio alla mia immaginazione!

Così che ho analizzato tutto il mercato del beauty per arrivare alla domanda: Cosa rende Bella diversa davvero?

Il target era chiaro: donne e uomini tra i 20 e i 40 anni, attenti all’auto-accettazione, all’espressione di sé, stanchi degli standard imposti. Persone che non cercano il “perfetto”, ma qualcosa che li rappresenti.

La differenza non stava nel servizio. Stava nel tono.

Bella non parla come un brand che insegna.

Parla come qualcuno che ti capisce.

Empatico. Visivo. Contemporaneo.

Mai giudicante.

E da questa consapevolezza è nata tutta l’identità.

Il visual: disegnare un sussurro, non uno slogan

Il cuore del brand è racchiuso nel nome completo:

You Are Bella.

Non è una frase motivazionale da poster, è un sussurro.

Nel logo ho lavorato su un lettering morbido, accogliente. Le lettere non sono rigide, non sono taglienti. Hanno curve che abbracciano. Volevo che visivamente trasmettesse apertura.

La parte “You are” è più discreta, quasi intima.

Perché il messaggio non deve essere gridato. Deve essere sentito.

La palette colori è nata dall’idea di naturalezza e calore: toni pastello ispirati alla pelle, alla luce morbida del mattino, ai momenti davanti allo specchio quando ti osservi senza filtri.

Ho scelto immagini in bianco e nero per raccontare autenticità, con tocchi di colore per riportare emozione e vita.

Eleganza sì. Ma viva, mai fredda.

L’obiettivo non era creare un brand “instagrammabile”.

Era creare un brand riconoscibile perché coerente.

L’identità prende forma: dal concetto ai materiali

Quando l’identità è chiara, i materiali non sono un’aggiunta. Sono una conseguenza.

Per Bella ho progettato un packaging che riflettesse esattamente l’anima del brand: caldo, inclusivo, naturale.

Vasetti morbidi, scatoline minimal, texture piacevoli al tatto.

Colori pastello ispirati alla natura.

Materiali riciclabili, perché la cura non può essere solo estetica.

Ogni elemento doveva invitare al gesto lento: aprire, toccare, prendersi tempo.

Anche le foto prodotto sono immerse in luci naturali, mai artificiali. La bellezza non viene costruita in studio. Viene rivelata.

Il logo, stampato su ogni supporto, non domina. Accoglie.

Più di un progetto d’esame

Questo lavoro è stato presentato come progetto finale del mio corso di design e comunicazione. Ma per me è stato molto di più.

È stato il primo progetto in cui ho applicato in modo completo un processo strutturato:

  • ascolto della storia
  • analisi strategica
  • costruzione del posizionamento
  • sviluppo dell’identità
  • applicazione coerente su tutti i materiali

Non ho iniziato dal logo. Ho iniziato dal perché.

E forse è proprio questo che mi ha fatto capire definitivamente quale sarebbe stato il mio modo di lavorare: non creare qualcosa di bello, ma costruire qualcosa di sensato.

Bella non ti trasforma.

Ti rivela.

E in fondo, anche questo progetto ha fatto lo stesso con me.

Mi ha rivelato che il brand design, quando nasce dalla strategia e dall’ascolto, può raccontare molto più di un’estetica. Può raccontare una posizione nel mondo.

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