Alla Pecorella – Quando la tradizione diventa identità
Ci sono brand che nascono da una strategia.
E poi ci sono brand che nascono da una storia lunga settant’anni.
Alla Pecorella è una di quelle storie che non puoi “inventare”. Puoi solo ascoltare.
Quando ho iniziato a lavorare su questo progetto, non mi sono trovata davanti a un locale da lanciare. Mi sono trovata davanti a una memoria collettiva.
E il design, in questi casi, deve essere rispettoso prima ancora che creativo.
–
Il primo racconto: 1951, un’osteria e un’ombretta de vin
La Trattoria Pizzeria Alla Pecorella nasce nel febbraio 1951 grazie a Silvio e Bruna.
All’inizio era un’osteria: cicchetti, un’ombretta de vin, partite a bocce, le prime televisioni del paese.
Non era solo un locale.
Era un punto di incontro.
Con il tempo si trasforma in trattoria, portando in tavola piatti della tradizione veneta: trippa, baccalà mantecato, sarde in saor.
Nel 1988 cambia sede, diventando più grande.
Nel 2018 si aggiunge la pizzeria, senza mai perdere la qualità e l’utilizzo di prodotti locali.
Tre generazioni, una promessa: autenticità.
Quando mi hanno parlato del loro sogno, la frase era chiara: “Voglio che il nostro nome sia sinonimo di qualità, autenticità e ospitalità. E che la tradizione continui a vivere per i prossimi cento anni.”
E lì ho capito che non stavamo facendo un restyling. Stavamo proteggendo un’eredità riportandola sulla nuova e giovane generazione, il figlio Flavio.
–
L’analisi: famiglia prima di marketing
Alla Pecorella non è un ristorante “concept”. È un luogo familiare.
I valori guida parlano chiaro:
- Famiglia
- Tradizione
- Rispetto
- Unione
- Semplicità
Il tone of voice è diretto, caloroso, conviviale.
Non parla come un ristorante gourmet.
Parla come qualcuno che ti dice: “Siediti, mangia, stai bene.”
Anche il “Perché noi?” è scritto con leggerezza e ironia: ingredienti freschissimi, stagionalità vera (“Zucca a giugno? Assolutamente no!”), cucina come a casa della nonna, ma senza lavare i piatti.
Questo tono era oro puro. Il brand doveva amplificarlo, non cambiarlo.
–


–
L’identità visiva: natura, calore, radici
La palette colori è stata costruita attorno a due protagonisti: verde salvia e giallo senape.
Il verde salvia richiama:
- natura
- ingredienti freschi
- radici familiari
- serenità
Il giallo senape porta:
- calore
- convivialità
- energia
- gioia
Insieme creano un’identità visiva che profuma di casa.
Anche la scelta dei font segue la stessa logica:
- COMO per tradizione semplice e familiare
- SAUNA per un tocco autentico e amichevole
Il risultato non è nostalgico. È vivo.
–





–
Il logo e il sistema grafico
Il logo è pensato per mantenere un equilibrio tra tradizione del nome e contemporaneità di Flavio.
Accanto al logo, pattern e forme aiutano a costruire un sistema coordinato che può vivere su:
- menù
- social
- materiali stampati
Il brand non deve sembrare “rifatto”.
Deve sembrare evoluto.
–

–
Social e materiali: coerenza che si vede
Anche la presenza social è stata strutturata con immagine profilo coerente e storie in evidenza organizzate.
Il menù è un elemento centrale: copertina, fronte e retro sono progettati per trasmettere immediatamente identità e qualità.
Quando un cliente apre il menù deve già sentire: tradizione, cura, familiarità.
Non solo piatti. Ma atmosfera.
–

–
Un brand che non dimentica da dove viene
Alla Pecorella non aveva bisogno di diventare qualcos’altro, ma aveva bisogno di ricordarsi chi è.
In un mondo in cui molti locali cercano di essere “instagrammabili”, qui la forza è un’altra: autenticità.
Il design in questo progetto non ha imposto una direzione, ha valorizzato quella già esistente.
Alla Pecorella è tradizione che continua.
È una partita a carte dopo cena.
È uno spritzetto post lavoro.
È una pizza condivisa.
È una trattoria che vuole vivere altri cento anni.
E quando un brand ha radici così profonde, il compito del design è semplice: dargli voce, senza fargli perdere l’anima.
–



